Quali sono i libri che hanno costruito la realtà in cui viviamo? Andrew Taylor raccoglie la difficile sfida di elencare le cinquanta opere che hanno modificato per sempre il corso della storia in un volume pubblicato da Garzanti, scegliendo di raccontare le vicende dell’uomo attraverso quei testi che, nei secoli e nelle epoche più diverse, hanno arricchito il mondo, lo hanno reso un posto migliore e, a volte, sono diventati il pretesto di guerre e di tragiche divisioni. In un percorso che parte dall’Iliade fino ad arrivare alla fortunata saga di Harry Potter, incontriamo così il Kamasutra e il Manifesto del partito comunista, laBibbia e il Corano, ma anche Niccolò Machiavelli, Galileo Galilei e Primo Levi, senza dimenticare quell’indispensabile volume che per anni non è mai mancato nelle nostre case: l’elenco telefonico. Di ogni opera Taylor ci racconta la genesi, le peculiarità, i sogni o gli incubi che hanno suscitato. Il risultato è un inno alla forza della parola scritta e una celebrazione unica del potere della lettura: un’opera ricca e per molti aspetti provocatoria dedicata a tutti coloro che sono ancora convinti che con i libri sia possibile cambiare il mondo.
domenica 31 gennaio 2016
martedì 8 dicembre 2015
Biblioteca da viaggio
(da Il libraio.it http://www.illibraio.it/)
Sembrerebbe contenere un libro solo. In realtà, all'interno, disposti su tre ripiani dorati, ci sono 40 testi in miniatura. Guarda le immagini della biblioteca da viaggio ("portatile"...), giacobina, del 1617, "una raccolta letteraria simile ai nostri e-reader..."
Stella Butler, bibliotecaria dell’università di Leeds, si occupa di conservare la collezione Brotherton, in cui è contenuta la biblioteca da viaggio giacobina del 1617. Come ha raccontato recentemente il sito bluewin.ch, si tratta di una raccolta letteraria del XVII secolo, simile ai nostri e-reader…
Commissionata dal parlamentare William Hakewill per un amico, è conservata all’interno di uno scrigno di legno: sembrerebbe contenere un libro solo, ma in realtà, all’interno, disposti su tre ripiani dorati, ci sono 40 libri in miniaturadivisi in categorie (teologia, filosofia, storia e poesia), con opere di Cicerone, Virgilio, Ovidio, Seneca, Orazio e Giulio Cesare…
lunedì 7 dicembre 2015
Cento libri da leggere
Cento libri da leggere assolutamente nella vita, una classifica da divorare
Autore: Michele RainoneLun, 30/12/2013 - 14:30
giovedì 27 agosto 2015
Carriòn, Librerie
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martedì 17 febbraio 2015
LA BIBLIOTECA (BEN GESTITA) E LO SMARTPHONE
- Pubblicato il: 16/02/2015 - 13:23
Rubrica:
CONSIGLI DI LETTURA
Autore:
Antonella Agnoli
Secondo l’Anagrafe Italiana le biblioteche in Italia, a fine dicembre 2014 sono 13.457. Una risorsa che ha tra i suoi punti di forza la diffusione capillare. Ma l’Istat ci dice che i lettori sono in calo: nel 2013, la quota di persone che hanno letto almeno un libro nell’anno precedente per motivi non scolastici o professionali è scesa, passando dal 46% dell’anno precedente al 43%. Nel 2014, secondo l'AIE (Associazione Italiana Editori) la percentuale di chi legge libri in Italia è ulteriormente scesa al 41,1%. Quasi il 60% degli italiani non legge neppure un libro all'anno. In calo come le risorse, umane e finanziare. Quale futuro per queste istituzioni in una società multiculturale, con una composizione generazionale sempre più anziana, con nuovi processi di consumo e produzione culturale?
domenica 6 aprile 2014
Il mondo dei libri volanti (elogio della biblioteca)
sabato 1 febbraio 2014
Le quattro regole per far leggere i giovani
(Da Avvenire.it)
In Francia, come credo in Italia, e nella maggioranza dei paesi europei la situazione è difficile. Almeno per 4 motivi:
martedì 29 ottobre 2013
BOOKHOUSE. La Forma del Libro
Catanzaro, MARCA, fino a fine novembre 2013
All’ingresso, una Torre di Babele con 8 mila volumi e sulla facciata una cascata di letteratura che scende dalla finestra. Poco più in là, una libreria esplosa e una camera da letto formata con copertine e segnalibri. Sono solo alcune delle sorprendenti e imprevedibili installazioni che caratterizzano Bookhouse. La Forma del Libro, una mostra particolarmente impegnativa e originale dove intorno ad un unico elemento, quello del libro, si sviluppano le infinite forma dell’arte.
venerdì 14 giugno 2013
Biblioteche (da www.doppiozero.com)
Sognerò la biblioteca universale con il bibliotecario cieco e lo cercherò nei suoi meandri perché mi reciti a memoria, appoggiato al bastone, rivolto al cielo assente, tutti i libri, uno per uno, a partire da quelli scomparsi o dimenticati. Prima di svegliarmi, lui mi suggerirà dei titoli che io correrò a appuntarmi su qualche foglio perché non ho l’abitudine, detestando i sogni, a maggior ragione quando trascritti, di tenere l’occorrente per scrivere sul comodino. Poi, da sveglio cercherò questi libri nel catalogo universale online e scoprirò che esistono e che è possibile averne una copia, cartacea o digitale, o se impossibile troverò l’indirizzo dove recarmi, con le mappe e gli orari esatti, se la voglio leggere di persona, magari in un monastero tibetano, dove mi sorprenderò di non capirci un’acca ma sarò estasiato di sfiorarne la superficie rugosa con i miei sensibilissimi polpastrelli.
mercoledì 20 febbraio 2013
Le 20 librerie più belle del mondo
Le ha scelte Flavorwire nel suo articolo più letto del 2012: architetture contemporanee e moderniste, treatri, stazioni e chiese trasformate in negozi di libri (due in Italia)
3 gennaio 2013
Il sito americano Flavorwire ha ri-pubblicato la lista delle 20 librerie più belle del mondo, spiegando che è stato l’articolo – scritto lo scorso gennaio – più letto del 2012. Da una chiesa domenicana trasformata in negozio di libri a Maastricht, in Olanda, alla modernista Livraria Lello e Irmão di Oporto, in Portogallo; dall’inglese Barter Books – famosa anche perché in una sua scatola venne ritrovato nel 2000 il popolare manifesto Keep Calm and Carry On – all’Ateneo Grand Splendid di Buenos Aires, ospitata in un elegante teatro degli anni Venti. Ce ne sono anche due italiane, la Bookàbar di Roma e la libreria 10 Corso Como a Milano.
lunedì 11 febbraio 2013
L'appello di Jacques Le Goff per la lettura e le biblioteche
"I libri sono strumenti essenziali e insostituibili di crescita culturale e civile. Per questa ragione occorre moltiplicare le occasioni di incontrarli e in particolare i luoghi — come le biblioteche e le librerie — in cui sono disponibili a tutti. Occorre rivolgersi soprattutto alle giovani generazioni: tutte le biblioteche sono importanti — quelle specialistiche come quelle rivolte al pubblico generale — ma in particolare vanno potenziate le biblioteche scolastiche e quelle universitarie.
sabato 9 febbraio 2013
CriticaLibera: La bellezza (di librerie e biblioteche) salverà il mondo?
di Laura Ingallinella http://www.criticaletteraria.org/
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| Biblioteca Riccardiana, Firenze |
venerdì 25 gennaio 2013
www.doppiozero.it
Durante le vacanze natalizie mi è capitato di incontrare un amico scrittore palermitano, che vive da molti anni in Continente – e nondimeno, specie dalla specola isolana, resterà sempre, suo malgrado, uno scrittore palermitano – giusto davanti a una bancarella di libri usati, tra i banchi di un mercatino natalizio improvvisato per le festività, in piazza Marina, nel centro storico. Presto ci siamo ritrovati a commentare la morte inaspettata di Lorenzo Giordano, storico libraio palermitano, occorsa qualche mese prima, e la conseguente, desolante chiusura della sua libreria, l’Aleph, nel quartiere Libertà. Ci siamo rammaricati per il duplice lutto e perfino per il fatto che gli articoli che lo commemoravano sulla stampa locale, indulgendo in quella pietà omissiva che si presume si debba ai defunti, non restituissero la complessità del suo carattere: era un bibliofilo raffinato, Giordano, che non aveva nessuna remora a risultare sgradevole nel formulare i suoi giudizi letterari né ad affettare la sua alterigia verso un cliente che non riusciva a conquistare la sua benevolenza. Era di destra, ma nell’accezione di Nietzsche e Zolla, non certo in quella di Berlusconi e Storace, e qualche amica sostiene che la sua galanteria talvolta sconfinasse nella molestia. Ma era difficile resistere alla malia dei suoi racconti, tra gli scaffali di legno della sua libreria sempre illuminata appena più che troppo poco, come quello di quando recitò a memoria, a un vecchissimo Borges inopinatamente capitato in città, alcuni canti della Divina Commedia.
sabato 19 gennaio 2013
Evviva la bibliodiversità
Dalla rivista Il mulino www.rivistailmulino.it
Culture
Nicoletta Maldini, 15 gennaio 2013
Difficile dimenticare il sorriso stupito del libraio a Freiburg quando, qualche estate fa, arrivata alla cassa con parecchi volumi della casa editrice Insel Bucherei, piccoli gioielli con riedizioni di classici illustrate da artisti importanti, ho chiesto in inglese se fosse possibile avere un piccolo sconto in quanto collega straniera. Mossa poco apprezzata: “In Germania non è previsto lo sconto sui libri”, mi ha detto seccamente. Ha inserito nel bel sacchetto di carta, assieme ai libri, vari ed eleganti cataloghi e mi sono sentita il suo sguardo addosso mentre mi avvicinavo alla porta. In Francia, due anni fa, in giro con la famiglia in Bretagna (paesaggi incantevoli, fra paesi minuscoli sempre dotati di moderna mediateca e di un paio di librerie), rientrando dalla festa delle librerie antiquarie a Becherel (forse mille abitanti, economia turistica tutta imperniata sulle mostre mercato dei libri), chiacchieravo con gli amici italo-francesi che ci ospitavano e non ho potuto evitare l’amarezza nel paragonare ciò che vedevo con la sfortunata situazione italiana. |
giovedì 20 dicembre 2012
I Coralli Einaudi
Il 5 ottobre è stata inaugurata una mostra all’istituto di cultura italiana di New York sulla collana “I coralli”(ora a Milano in versione ampliata) . Cosa rappresentano I coralli Einaudi nella storia dell’editoria, della cultura in generale e in quella della casa editrice?
Leggi l'intervista su www.doppiozero.it
http://doppiozero.com/materiali/interviste/i-coralli-di-giulio
martedì 11 dicembre 2012
PARLAR DI LIBRI IN MODO DECENTE
Annamaria Testa SU l'INTERNAZIONALE.IT
Si occupa di creatività e comunicazione. Insegna alla Bocconi di Milano. Ha scrittoLa trama lucente(Rizzoli 2010). Cura il sito Nuovo e utile, teorie e pratiche della creatività.
Parlar di libri in modo decente
- 10 dicembre 2012
- 15.55
Dicevo la scorsa settimana che in Italia si legge troppo poco. Che per più di quattro italiani su dieci (compreso qualche parlamentare, come il leghista Eraldo Isidori) decifrare poche righe meno che elementari è un’impresa impossibile. Che saper leggere vuol dire anche saper pensare e saper risolvere problemi.
Infine, dicevo che le campagne ministeriali per promuovere la lettura presentano, a volerne parlare in modo delicato, ampie aree di miglioramento. In modo meno delicato: sono fuorivianti per i non lettori, irritanti per i lettori e, temo, del tutto inefficaci, se non dannose, in relazione all’obiettivo. D’altra parte, se mettete in una pentola i concetti “libri” e “dovere”, e condite tutto con una dose di pedanteria e una di melensaggine, ne viene fuori una brodaglia capace di disgustare chiunque.
venerdì 23 novembre 2012
domenica 15 gennaio 2012
sabato 7 gennaio 2012
NEWS, TTL (Tuttolibri, la stampa.it)
06/01/2012 -
Cara biblioteca, sei la mia Babele
MIRELLA SERRI
«I libri sistemati secondo un criterio alfabetico e per generi letterari, dalla narrativa alla filosofia, sono un ricordo del passato. Attualmente l'ordine è saltato, la mia biblioteca è un corpo in decomposizione, i volumi mi invadono e si stanno mangiando la casa, come la vegetazione tropicale divora i monumenti in Cambogia», spiega lo scrittore Raffaele La Capria. Il narratore ha a portata di mano solo alcune pietre miliari della sua raccolta, come le opere di Gide o di Hemingway che lui stesso ha tradotto. «Se voglio consultare un testo, che pure so di possedere, lo ricompro. Faccio prima. Un tempo individuavo i tomi in eccesso con lo stesso metodo con cui i romani mandavano a morte i prigionieri, caso per caso. In questo nuovo anno sfoltirò invece con sterminii di massa». La Capria impugnerà così il machete per una drastica potatura. Ma, per uno scrittore intenzionato a ridimensionare, molti intellettuali sono impegnati a conservare. In che modo organizzano gli amati «ferri del mestiere», i testi del passato e del presente? Quali bussole guidano nei labirinti delle loro biblioteche?
Ttlha girato la domanda a otto autori, per raccogliere le loro indicazioni di improvvisati archivisti e anche le testimonianze sulla libreria-mappa di umori, amori, ripulse, attrazioni più o meno fatali. «Il buen retiro di Roccamare ospita le letterature a me più care, dalla francese alla russa, e poi saggistica, narrativa e lirica. A Roma, tra salotti, corridoi, cantine, soffitte, l'area latino-greca. Si tratta di 40 mila “presenze” che, per i secoli precedenti all'Ottocento, seguono criteri cronologici, mentre il Novecento scorre secondo l'ordine alfabetico», racconta uno dei più raffinati «collezionisti», Pietro Citati, che, se ogni tanto non facesse piazza pulita, avrebbe una biblioteca doppia dell'attuale. «Riordinare», osserva, «è una lotta da cui mi sembra a volte di uscire sconfitto». Anche Andrea Camilleri - nove mila tomi - combatte con i ranghi serrati e pure con i desiderata della famiglia. «L'organizzazione dei libri smuove corde segrete e incendia gli animi», dice il narratore. «Mia moglie, per esempio, si è ritagliata il settore dedicato alla Shoah e quello per le gialliste, che io apprezzo in generale assai poco, tranne Patricia Highsmith. Nel mio studio c'è una sezione speciale, i livres de chevet: Beckett, Joyce, Faulkner, Gogol, Gadda, Savinio, Sciascia, Pirandello».
Franco Cordelli si prende cura di 30 mila presenze disseminate in mensole senza angoli vuoti e che non consentono vuoti di memoria. «Non ne ho, ricordo tutto. I libri, sullo stesso ripiano, sono disposti in più file e alternano posizione verticale e orizzontale, divisi per aree linguistiche e secondo la cronologia. La letteratura francese, per esempio, inizia con Chrétien de Troyes».
Rigore e disposizione alfabetica, all'interno di letteratura, cinema, spettacolo e così via, sono l'opzione di Cristina Comencini. «I miei figli hanno traslocato portando con sé i propri “beni” librari. Ora sto sistemando parecchie new entry, edizioni pregiate provenienti dalla biblioteca di papà», spiega la scrittrice e regista, figlia di Luigi, maestro del cinema e gran lettore. «Vi sono poi gli studi di economia in cui mi sono laureata. Quando scrivo un romanzo attingo dalla storia, mentre per girare i film dalla zona riservata alla fotografia, da Henri Cartier-Bresson a Douglas Kirkland».
A Cabras, nell'appartamento di Michela Murgia, trionfano i colori, con i volumi reperibili a seconda delle case editrici. «La mia originale libreria è composta da colonne di metallo con le opere impilate in orizzontale. Alla sommità - è una mia creazione ferma-libri - ho depositato una mia scarpa, rossa, tortora e nera. Altri settori molto particolari sono la produzione sarda e la teologia». Corrono per le pareti di tre case, da Bari a Roma, e occupano pure le cucine e le toilettes, gli eserciti cartacei di Gianrico Carofiglio. «Anarchia è la parola d'ordine. Rimbaud è vicino a Nietzsche, Patrizia Cavalli e Wislawa Szymborska. Non mi sfugge niente. Conservo anche una raccolta di manuali dove c'è di tutto, dalle arti marziali ai giochi di prestigio».
Federico Moccia, bestsellerista di storie d'amore, anche nella disposizione della biblioteca segue l'appeal dei sentimenti. «Al centro della scaffalatura ci sono gli scrittori emotivamente a me più vicini: Hemingway, Richard Manson, Jay McInerney, Fitzgerald. In alto vi sono i più sorprendenti, da Nick Hornby a David Nicholls. A destra c'è il thriller, da Jeffery Deaver ad Ammaniti. Domina l'arbitrio: Altri libertini di Tondelli confina con Leopardi. Ho intenzione però di cambiare. Sono nel caos». E così, anche per Moccia, il dado è tratto: nei prossimi mesi, nuovo ordine alfabetico.
Ttlha girato la domanda a otto autori, per raccogliere le loro indicazioni di improvvisati archivisti e anche le testimonianze sulla libreria-mappa di umori, amori, ripulse, attrazioni più o meno fatali. «Il buen retiro di Roccamare ospita le letterature a me più care, dalla francese alla russa, e poi saggistica, narrativa e lirica. A Roma, tra salotti, corridoi, cantine, soffitte, l'area latino-greca. Si tratta di 40 mila “presenze” che, per i secoli precedenti all'Ottocento, seguono criteri cronologici, mentre il Novecento scorre secondo l'ordine alfabetico», racconta uno dei più raffinati «collezionisti», Pietro Citati, che, se ogni tanto non facesse piazza pulita, avrebbe una biblioteca doppia dell'attuale. «Riordinare», osserva, «è una lotta da cui mi sembra a volte di uscire sconfitto». Anche Andrea Camilleri - nove mila tomi - combatte con i ranghi serrati e pure con i desiderata della famiglia. «L'organizzazione dei libri smuove corde segrete e incendia gli animi», dice il narratore. «Mia moglie, per esempio, si è ritagliata il settore dedicato alla Shoah e quello per le gialliste, che io apprezzo in generale assai poco, tranne Patricia Highsmith. Nel mio studio c'è una sezione speciale, i livres de chevet: Beckett, Joyce, Faulkner, Gogol, Gadda, Savinio, Sciascia, Pirandello».
Franco Cordelli si prende cura di 30 mila presenze disseminate in mensole senza angoli vuoti e che non consentono vuoti di memoria. «Non ne ho, ricordo tutto. I libri, sullo stesso ripiano, sono disposti in più file e alternano posizione verticale e orizzontale, divisi per aree linguistiche e secondo la cronologia. La letteratura francese, per esempio, inizia con Chrétien de Troyes».
Rigore e disposizione alfabetica, all'interno di letteratura, cinema, spettacolo e così via, sono l'opzione di Cristina Comencini. «I miei figli hanno traslocato portando con sé i propri “beni” librari. Ora sto sistemando parecchie new entry, edizioni pregiate provenienti dalla biblioteca di papà», spiega la scrittrice e regista, figlia di Luigi, maestro del cinema e gran lettore. «Vi sono poi gli studi di economia in cui mi sono laureata. Quando scrivo un romanzo attingo dalla storia, mentre per girare i film dalla zona riservata alla fotografia, da Henri Cartier-Bresson a Douglas Kirkland».
A Cabras, nell'appartamento di Michela Murgia, trionfano i colori, con i volumi reperibili a seconda delle case editrici. «La mia originale libreria è composta da colonne di metallo con le opere impilate in orizzontale. Alla sommità - è una mia creazione ferma-libri - ho depositato una mia scarpa, rossa, tortora e nera. Altri settori molto particolari sono la produzione sarda e la teologia». Corrono per le pareti di tre case, da Bari a Roma, e occupano pure le cucine e le toilettes, gli eserciti cartacei di Gianrico Carofiglio. «Anarchia è la parola d'ordine. Rimbaud è vicino a Nietzsche, Patrizia Cavalli e Wislawa Szymborska. Non mi sfugge niente. Conservo anche una raccolta di manuali dove c'è di tutto, dalle arti marziali ai giochi di prestigio».
Federico Moccia, bestsellerista di storie d'amore, anche nella disposizione della biblioteca segue l'appeal dei sentimenti. «Al centro della scaffalatura ci sono gli scrittori emotivamente a me più vicini: Hemingway, Richard Manson, Jay McInerney, Fitzgerald. In alto vi sono i più sorprendenti, da Nick Hornby a David Nicholls. A destra c'è il thriller, da Jeffery Deaver ad Ammaniti. Domina l'arbitrio: Altri libertini di Tondelli confina con Leopardi. Ho intenzione però di cambiare. Sono nel caos». E così, anche per Moccia, il dado è tratto: nei prossimi mesi, nuovo ordine alfabetico.
giovedì 5 gennaio 2012
Chiara Valerio sulle "biblioteche piazze del sapere"
L'articolo è uscito su L'unità del 4 gennaio 2012. A questo link (ricavato dal bel sito dell'editore Laterza), il PDF :
http://www.laterza.it//images/stories/pdf/9788842089919_agnoli_lunita_04-01-12.pdf
L'Unità sta facendo una serie di articoli, inchieste, racconti, su "Leggere: un bene comune".
Il 30 dicembre è uscito l'articolo di G. Liviano D'Arcangelo sui "Circoli dei lettori".
http://www.laterza.it//images/stories/pdf/9788842089919_agnoli_lunita_04-01-12.pdf
L'Unità sta facendo una serie di articoli, inchieste, racconti, su "Leggere: un bene comune".
Il 30 dicembre è uscito l'articolo di G. Liviano D'Arcangelo sui "Circoli dei lettori".
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